venerdì 18 febbraio 2011

Gli artigli delle idee

La parola "idea" designa il contrario di un concetto astratto. Quest'ultimo, ripulito fino all'osso, possiede in proprio le sue designazioni e i suoi simboli: se dovessimo rappresentarlo basterebbe scegliere tra la metafora e l'allegoria.
Vissuta, sofferta, sempre presente ma raramente intravista, l'idea è invece come la linea della vita, un movimento a spirale che va dalla nascita alla morte, siamo noi stessi ed è il mondo, o meglio il nostro rapporto con esso.
I sensi, storpiati dalle nostre ignoranze e da quelle della nostra epoca, quanto dal sapere e dai miti, sono spesso muti, talvolta deliranti, ingannevolmente profetici. O, piuttosto, questi tre stati si uniscono e si condizionano circolarmente: il sentimento li penetra, essi sono ragione e conseguenza. La loro pratica restringe o dilata, a seconda delle necessità e dei fini, questo insieme confuso, oscuro a se stesso. Esso illumina l'azione e vi si iscrive; per quanto chiaro possa apparire un atto, le sue vestigia sono segnate da una insensatezza della Ragione, Ragione superata e resa prematura da un'Idea.
Se è vero che si riconosce una bestia dall'impronta dei suoi artigli, bisogna cercarne attentamente i segni.

4 commenti:

  1. Un altro modo di rintracciare una bestia è studiare le ferite delle sue prede: applicheremo anche questa tecnica alle idee?

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  2. Mi sembra un altrettanto valido metodo...

    (chi sei, invece, importa eccome!)

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  3. (Appena lo scopro te lo dico.)

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