domenica 8 luglio 2012

Teoria del Rischio

La vita dei Paesi "civili" poggia le sue fondamenta sul rischio, poiché sopravvivono solo attraverso l'equilibrio della paura. La vita umana viene paragonata al rischio calcolato del mondo degli affari. Che poi si sa, i veri grossi affari non corrono rischi.
Tocqueville credeva che nelle democrazie moderne sarebbero diminuiti i delitti e aumentati i vizi privati. Forse avrebbe dovuto dire che avremmo avuto meno delitti privati e più delitti collettivi.
Gran parte di questi delitti collettivi sono perpetrati col preciso obiettivo di ridurre il rischio. Ora io so bene che non è cosa da niente governare questo pianeta con i suoi 6 miliardi e più di popolazione. Già il numero è qualcosa di impensabile e basta da sé a dare un'aria sorpassata a tutte le idee pratiche.
La nostra è innegabilmente una civiltà borghese, Non uso questo termine nel senso in cui l'usava Marx. Nel moderno lessico dell'arte e della religione, è borghese considerare che l'universo sia stato fatto per il nostro placido uso e consumo, e per darci conforto, comodità e sostegno.
La luce non viaggia a 300mila Km al secondo solo per permetterci di vedere mentre ci pettiniamo o per leggere sul giornale che il prosciutto oggi costa più di ieri.
Tocqueville considerava l'impulso verso il benessere come uno degli impulsi più forti in una società democratica. Non gli possiamo rimproverare d'aver sottovalutato i poteri distruttivi generati da tale impulso.

(Fonte: S. Bellow)


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